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Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.

12 gennaio 2016

Valentine's Day Giveaway - Due chiacchiere con Artemisia Birch



Buongiorno! Oggi cominciamo con un'altra delle interviste per il giveaway di San Valentino. Vi presento l'autrice di La porta tra i mondi. Pronti a chiacchierare con Artemisia Birch?


1) Che rapporto hai con l'amore?
Considero l’amore il sentimento più importante, e proprio per questo gli deve essere attribuito il valore che ha, senza sconti, senza compromessi. Innamorarsi è magia e magia è vivere la realtà nel modo più completo possibile. Personalmente, in amore sono sempre stata estremamente selettiva. Non ho mai considerato prioritario avere un rapporto d’amore o il matrimonio, e per questo ho sempre puntato al meglio che quel momento era in grado di offrirmi. Non ho bisogno di dover trovare qualcuno che possa rendermi felice:la mia vita è già molto bella così; l’uomo che scelgo deve essere assolutamente speciale, oppure ne faccio volentieri a meno.

2) È stato difficile per te scrivere la storia d'amore del tuo libro? Qualcosa o qualcuno ti ha dato l'ispirazione?
La storia d’amore tra Ardan e Misandra è molto intensa e molto particolare. Lei è una donna dalle qualità quasi divine e lui è uno dei Guardiani più potenti di Wise. Il loro rapporto va decisamente oltre quello che accomuna due persone normali, perché i livelli di comunicazione tra loro sono molteplici: essi comunicano anche con la mente e ciò impedisce ogni schermaglia e ogni fraintendimento; le sensazioni e le emozioni che provano, poi, sono sublimate da una consapevolezza di se stessi e dell’altro fuori dal comune. Non è stato difficile dare vita ad una tale magia tra di loro, perché è ciò che, in modo più concreto, dovrebbe succedere in un vero e profondo rapporto d’amore.

3) Come pensi che si siano modificati i rapporti d'amore nel corso del tempo? (puoi anche fare esempi di grandi storia d'amore di grandi classici)
Il tempo non altera i sentimenti, ma le modalità con cui vengono espressi. Certamente, la facilità di comunicazione di cui godiamo oggi, oltre avere dei vantaggi evidenti, sottrae in parte l’emozione dell’attesa, lo struggimento per qualcosa che si desideriamo ardentemente, ma che tarda ad arrivare. Mi riferisco a quella che poteva essere una corrispondenza epistolare, comenelle vicendedi Darcy ed Elisabethnarrate da Jane Austen in “Orgoglio e pregiudizio”, per esempio. L’unico modo di comunicare, allora, era quello di scriversi e si aspettava con trepidazione che arrivasse unaletterache spesso sifaceva attendeva a lungo.Ma ogni tempo ha le sue gioie e le sue sofferenze e la sostanza rimane la stessa, per fortuna.

4) Come ti sei avvicinato alla scrittura?
Il mio approccio alla scrittura è iniziato abbastanza tardi, nel 2008, dopo essere stata una grande lettrice, soprattutto del genere fantasy. In realtà mi piaceva pensarmi scrittrice già da tempo, sebbene non avessi mai scritto nulla di particolare, se non qualche breve racconto. Improvvisamente ho capito che eraquello che desideravo fare più di ogni altra cosa e da quel momento non ho più smesso.

5) Che tipo di lettore sei?
Come lettrice sono una grande appassionata di fantasy. Ho letto moltissimi autori, soprattutto stranieri: M.Z.Bradley, Tanith Lee, M.Llywelyn, A. Sapkowsky, R. Hobb, J.R.R. Tolkien, T. Brooks, C.Miéville, C.S.Lewis e molti altri. Tra tutti, quella che più ho trovato affine a me è Marion Zimmer Bradley, in particolare con il ciclo di Avalon. Naturalmente la mia cultura letteraria non si limita al solo genere fantasy, ma è quello che prediligo in assoluto.

6) Che messaggio vuoi dare ai lettori che leggeranno il tuo libro?
Il messaggio che vorrei passasse attraverso il mio libro è l’importanza di una maggiore consapevolezza di se stessi, delle proprie potenzialità, dei propri pregi, e una maggior fiducia nell’affrontare ciò che ci succede ogni giorno. Non siamo vittime, ma veri e propri protagonisti della nostra vita. E un occhio di riguardo lo riservo al femminile, troppo spesso svalutato o mal gestito dalle donne stesse, per varie ragioni, da quelle culturali a quelle personali.

7) Hai un tuo rituale di scrittura?
Quando scrivo, solitamente abbozzo una scaletta generale del libro, per sapere da dove parto e dove voglio arrivare. Ho in mente quello che voglio trasmettere, ma puntualmente mi lascio sorprendere dalle meraviglie dell’imprevisto, quindi spesso i vari passaggi che avevo pensato in un primo momento vengono letteralmente stravolti dall’ispirazione del momento. E proprio di ispirazione si tratta, perché molte delle idee che mi vengono le sogno di notte o mi giungono inaspettatamente mentre sono impegnata in altri lavori. Molto spesso non so nemmeno io che cosa succederà nella riga seguente a quella appena scritta e capita che quello che intendevo scrivere cambi radicalmente da un momento all’altro. È quella che io definisco “la magia di scrivere”.

8) Ci sono aneddoti in particolare che ci puoi raccontare riguardo al tuo libro (che riguardano la sua scrittura, la pubblicazione o altro)?
Questo libro è nato già in modo molto particolare, perché in realtà l’ho scritto su suggerimento di mio fratello. Mi spiego meglio: stavo discutendo con lui delle caratteristiche che un fantasy, secondo me, dovesse avere e del fatto che non riuscivo a trovare alcun autore che approfondisse ciò che avrei voluto io, come l’uso delle erbe medicinali, per esempio. Allora lui mi disse: “Perché non ne scrivi uno tu?”. Non ci pensai due volte. Salii immediatamente in camera mia e cominciai a scrivere, di getto; la storia veniva fuori da sola, come se da tempo non avesse atteso altro che quello stimolo per poter uscire dalla mia mente. Ed eccomi qui.

9) Cosa ti ha lasciato questo libro oltre alla soddisfazione di vederlo pubblicato?
Naturalmente, veder pubblicato il proprio libro dà un’enorme soddisfazione, ma il primo appagamento sta nell’averlo scritto, nel vedere che prende forma parola dopo parola, nel poter riversare in quelle pagine qualcosa di tuo, una parte di te stesso. In effetti, un libro è lo specchio del suo autore, poiché in ogni scelta stilistica e in ogni argomento trattato viene fuori l’anima dello scrittore.

10) Una citazione che ami particolarmente(possibilmente d'amore tua o di altri)?
La citazione che più mi piace, riguardo all’amore, è quella di Cesare Pavese, uno scrittore a cui sono molto legata, per varie ragioni: “La vera genialità non è conquistare una donna già desiderata da tutti, ma scovarneuna preziosa in un essere ignoto”.

3 commenti:

  1. bellissima intervista e la tua citazione di Pavese è anche una tra le mie preferite, bellissima e molto spesso l'ho pensata chissà se mio marito l'ha mai collegata a me vi siete mai poste questa domanda leggendo una citazione di un libro sull'amore io si spesso sigh sigh e non so darmi risposta

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  2. Artemisia sembra una romanticona da come risponde ;) bell'intervista!

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