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Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.

18 gennaio 2016

Valentine's Day Giveaway - Due chiacchiere con Bianca Marconero


Vi propongo un'altra intervista di un autrice che ha aderito al Giveaway di San Valentino. Si tratta di Bianca Marconero con il suo romanzo Albion, primo volume di una saga.


1) Che rapporto hai con l'amore?
Ottimo. È un’idea con la quale vado molto d’accordo.

2) È stato difficile per te scrivere la storia d'amore del tuo libro? Qualcosa o qualcuno ti ha dato l'ispirazione?
È stato facilissimo. In caso contrario avrei smesso. Le bozze, ovvero la prima incarnazione di un’idea narrativa, devono essere spontanee. Nel momento in cui sono o sembrano difficili, significa che qualcosa non va. Per quello che riguarda l’ispirazione, i personaggi si scrivono da soli. Mi limito a lasciarli fare.

3) Come pensi che si siano modificati i rapporti d'amore nel corso del tempo? (puoi anche fare esempi di grandi storia d'amore di grandi classici)
Se parliamo di amore romantico e relazioni, credo che il grande discrimine storico, di un discorso comunque complesso, sia nella decisionalità riconosciuta alle donne. Fino ad un’epoca neppure troppo lontana, e ancora oggi, in certe parti del mondo, la donna è stata scelta dall’uomo e costretta dalle circostanze a farselo piacere. In molti contesti sociali era un oggetto silenzioso e passivo dell’interesse amoroso, non si metteva neppure in conto potesse avere una propria dimensione sensuale e sessuale. La mitizzazione della verginità, l’apoteosi della purezza, l’antitesi santa/peccatrice che ancora esiste in certa narrativa romantica mi sembrano la prova di come l’uomo, per secoli, abbia stabilito i confini all’interno dei quali la donna poteva muoversi. I tempi moderni e l’emancipazione hanno contribuito a definire una donna diversa e ne segue più autonoma. Credo che l’amore sia diventato più consapevole nel momento in cui si è riconosciuto che entrambe le parti hanno voce in capitolo.

4) Come ti sei avvicinato alla scrittura?
Credo che la scrittura si sia avvicinata a me. Siamo sempre scelti, in un modo o nell’altro.

5) Che tipo di lettore sei?
Onnivoro, disordinato, scostante, ortodosso.

6) Che messaggio vuoi dare ai lettori che leggeranno il tuo libro?
Che la vita è come una partita di carte. Ti possono capitare quelle buone, e la vittoria sarà alla tua portata, senza sforzi. Ma possono capitarti quelle cattive. E allora devi provare a fare la miglior partita del mondo con quello schifo che hai in mano. Ed è lì che si vede la misura di un essere umano.

7) Hai un tuo rituale di scrittura?
Non posso permettermelo, a dire il vero. Ho una vita frenetica e nessun controllo sull’ispirazione. Scrivo con quello che capita, su tutto ciò che capita e mi considero fortunata se si tratta di una pilot
V5e un blocco Faber-Castell.

8) Ci sono aneddoti in particolare che ci puoi raccontare riguardo al libro?
Avrei voluto registrare le conversazioni al bar che ho avuto la scorsa estate col mio editor, Giampaolo Corradini. Avere un punto di vista maschile, sulle interazioni romantiche, è stato illuminante. Da donna, finivo per raccontare i miei ragazzi corteggiando la vanità femminile.
Era un vero tradimento nei confronti dei personaggi. Ti faccio un esempio. Avevo una scena il cui Marco, il protagonista, era ubriaco e piuttosto eccitato e finiva per fare una specie di maldestra dichiarazione d’amore alla ragazza che gli piaceva; Giampaolo la lesse e mi disse “non ci credo, non funziona. Lui è un ragazzo è ubriaco e lei gli piace. Come minimo gli mette una mano sulla tetta”. Okay, al di là del linguaggio esplicito, per amore di verità, io lo ringrazio sempre per avermi fatto capire che, fermo restando l’amore, un ragazzo a questo pensa.

9) Cosa ti ha lasciato questo libro, oltre alla soddisfazione di vederlo pubblicato?
Ogni storia pubblicata è un congedo che lascia un piccolo vuoto. Non è una sensazione del tutto piacevole. Ma è indubbiamente una gioia metterlo in circolo e accorgersi che può arrivare a suscitare reazioni, a toccare delle corde. Se un romanzo è una bacchetta che può far magie, è il lettore il vero mago che le realizza, mettendo a disposizione delle parole scritte il proprio cuore e il proprio cervello.

10) Una citazione che ami particolarmente.
In Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut, c’è una preghiera indiana che recita:
Dio mi conceda
la serenità di accettare
le cose che non posso cambiare,
il coraggio
di cambiare quelle che posso
e la saggezza
di comprendere sempre
la differenza.
Ecco, credo che si applichi perfettamente all’amore. Perché ci sono storie che non possono funzionare, e occorre la serenità di accettarlo; perché ci sono storie che possiamo salvare, se troviamo il coraggio di cambiare noi stessi, e infine perché tutti vorremmo la saggezza necessaria per comprendere, sempre, la differenza.

3 commenti:

  1. bellissima intervista davvero, e la preghiera mi ha colpito molto davvero

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  2. Bellissima Intervista!Mi è venuta voglia di iniziare a leggerlo :D

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  3. Bella questa intervista, adoro Bianca e i suoi libri^^

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