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Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.

5 febbraio 2017

RECENSIONE: Il quadro mai dipinto, Massimo Bisotti

Titolo: Il quadro mai dipinto
Autore: Massimo Bisotti
Editore: Mondadori
Prezzo: 15,00 €
Genere: Narrativa
Pagine: 221
Trama: Patrick è un insegnante e un pittore con l'ossessione per la perfezione. In una mattina di giugno entra per l'ultima lezione nella sua aula dell'Accademia di Belle Arti. È pronto a lasciare Roma per ripartire da zero a Venezia, città fatta d'acqua e d'incanto. Si congeda dai suoi allievi, lasciando loro un messaggio d'addio che è anche un testamento spirituale: «Credete sempre nelle emozioni, credete nell'amore, senza avere paura di sbagliare perché a volte sono proprio gli errori a portarci alla felicità». Torna a casa e prima di partire decide di andare una volta ancora in soffitta per dare un ultimo sguardo al quadro che ritrae la donna che ha molto amato, la donna il cui ricordo porta sempre con sé. Ma, quando scopre la tela, la vede vuota: la donna sembra avere abbandonato il quadro. Sgomento, Patrick copre nuovamente il dipinto. In fretta e furia abbandona la soffitta e Roma, e corre all'aeroporto. Durante il volo, però, batte la testa e all'arrivo si ritrova confuso, non riesce a ricordare bene il motivo per cui è partito. Ma in tasca ha un biglietto con un indirizzo e un nome: "Residenza Punto Feliz". Si recherà là e troverà una nuova e strana famiglia pronta ad accoglierlo. Miguel, il proprietario della pensione, uno spagnolo saggio cui è facile affidarsi; Vince, gondoliere con il cuore spezzato da un amore andato male; e il piccolo Enrique, curioso ed entusiasta come solo i bambini sanno essere. La nuova vita di Patrick scorre tra amnesie e scoperte, finché a una festa incontra Raquel e non ha dubbi: è lei, la donna che è fuggita dal suo quadro.


RECENSIONE
Ho preso in mano questo libro con grandi aspettative e a lettura finita posso dire di aver provato sentimenti contrastanti al riguardo. Vediamo di entrare più nel dettaglio.
Del protagonista non sappiamo granché e neppure degli altri personaggi. Ci viene detto il minimo indispensabile al fine di conoscerne il ruolo all'interno del romanzo.
Patrick scopre di aver perso la memoria e si ritrova a dover partire senza ricordarne il motivo. C'è una cosa che però lo tiene ancorato al passato: Raquel, una donna a cui non riesce a smettere di pensare, la donna che aveva dipinto ma che sembra essersene andata dal quadro lasciandolo spoglio e incompleto.  In quanto alla descrizione dei personaggi secondari, come per il protagonista, non abbiamo molte informazioni. Appaiono molto simili tra loro e ciò è dovuto al fatto che si rivolgono al protagonista allo stesso modo, sempre per mezzo di metafore e paradossi, e sembra che dicano tutti le stesse cose.

Ho amato l'ambientazione. Trattandosi di Venezia, una città dall'atmosfera magica e surreale, Bisotti è riuscito a creare uno sfondo impeccabile che riesce ad amalgamarsi completamente con le parole impresse dalla sua penna. L'utilizzo quasi poetico che fa delle parole si può respirare al meglio se collocato all'interno di un luogo privo di ogni usanza e abitudine comune.
“ Chi ti ama ti conduce l’anima per mano, niente di più. 
Ho letto pareri discordanti non tanto su questo libro in particolare, quanto sul linguaggio scelto dall'autore.
Massimo Bisotti ricorre a numerose metafore e riflessioni per svelare lo spirito del protagonista.
Lo stile dell'autore ha un qualcosa di magico che cattura ma rischia di stravolgerne la lettura facendo perdere a chi legge il filo del discorso.

A parer mio tutto sta nel convincere gli occhi a leggere nella giusta maniera, ad impostare la lettura in modo da riuscire a carpire il vero messaggio dell'autore. Mi spiego: tutti i personaggi comunicano per mezzo di metafore che creano un forte impatto emotivo ma possono risultare pesanti e rischiano di rendere tutto troppo romantico e sdolcinato.
Nonostante ciò, mi sono sorpresa più volte a sorridere riconoscendomi in alcune parole. Se si sceglie di intraprendere un approccio critico si finirà per dare a questo libro un voto molto basso, se invece predomina l'approccio emotivo, allora l'impressione che avremo una volta terminata la lettura, sarà senz'altro stupefacente.

Dedicato a chi va controcorrente ma mai controcuore. 
Più che una storia vera e propria, mi è parso di leggere di un percorso interiore, un viaggio di crescita alla ricerca di se stessi e alla scoperta dei sentimenti che popolano l'animo umano.
Le vicende narrate in queste pagine sembrano far solamente da cornice a ciò che Massimo Bisotti vuole trasmettere; egli, infatti, si serve della storia per proporre al lettore numerosi spunti di riflessione riguardo l'amore, la felicità, la solitudine e le emozioni che ogni giorno si impadroniscono dell'uomo.

Ho trovato questo romanzo quasi difficile in alcuni punti, tanto che ho rischiato più volte di abbandonarne la lettura per dedicarmi ad altro. Il mio cuore, però, ha scelto di fidarsi delle emozioni scaturite da queste pagine e l'ho portato a termine con molto piacere.
Leggerei sicuramente molto più volentieri una raccolta di aforismi di questo autore piuttosto di un romanzo con una trama e una storia ben delineata, ma nonostante ciò credo che proverò a dargli un'altra possibilità sperando di cambiare opinione.

2 commenti:

  1. Ciao nuova iscritta, ammetto di non aver mai letto nulla di Bisotti ma questo tra tutti i suoi romanzi è quello che mi ha sempre incuriosita. La recensione è bellissima e ho capito perfettamente il tuo discorso sugli aforismi e sono d'accordo con te, forse è per quello che ancora non ho preso in mano un suo libro. Se ti va passa da me, mi farebbe piacere :***

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    Risposte
    1. Ciao! Ho ricambiato l'iscrizione :)
      Grazie mille! Io ho avuto un rapporto conflittuale con questo libro ma ti consiglio di non affidarti completamente alle mie impressioni, magari a te può piacere di più. Se sei indecisa, prova comunque a dargli una possibilità perché Bisotti sa arrivare dritto al cuore.

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