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Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.

6 settembre 2019

Recensione - Review Party: Rolando del camposanto di Fabio Genovesi e Gianluca Maruotti

Titolo: Rolando del camposanto
Autore: Fabio Genovesi
Illustratore: Gianluca Maruotti
Pagine: 225
Editore: Mondadori
Uscita: 6 settembre 2019
Prezzo: €16,00
Età di lettura: dai 6 ai 9 anni
Trama: Rolando vive nel cimitero, insieme allo zio che fa il guardiano. Ne esce solo per andare a scuola, dove i compagni lo evitano, e non ha amici, a eccezione di un merlo di nome Cip. Quando un giorno tra le lapidi appaiono i cugini Marika e Mirko Gini, Rolando trova due amici della sua età. Ma i cugini Gini sono dei fantasmi e presto spariranno per sempre nel Grande Buco. Per salvarli , Rolando deve addentrarsi sul Monte Pupazzo, fino al buio nero, per trovare la Cosa Rossa entro la mezzanotte del giorno dopo, quando sarà anche il suo compleanno. Il viaggio insieme a Cip attraverso la natura incontaminata si trasforma in un'impresa clamorosa, in compagnia di personaggi indimenticabili: un robivecchi sbandato, un cacciatore strabico,una femmina di cinghiale elegante e raffinata, e una bambina selvatica che si fa chiamare Tigre e vive nei boschi.


Non ho mai letto niente di Fabio Genovesi e sono contenta di aver iniziato a conoscerlo tramite un libro dedicato ai più piccoli. Rolando del camposanto è una fiaba contemporanea che racconta di un bambino che abita in un cimitero, emarginato per questa sua "stranezza". Già dalle prime pagine emergono principi importanti tra cui "non giudicare, ma osserva e conosci". I bambini non vogliono giocare con lui, non lo invitano ai loro compleanni a causa di dicerie che circolano per il paese. Ciò appare come una critica alla società del giorno d'oggi: si usa criticare ed ingigantire storie non vere solo per il gusto di farlo, solo per aver qualcosa di cui parlare, senza rendersi conto che il bersaglio di queste chiacchiere è sempre una persona, in questo caso un bambino che non ha genitori e che è costretto a vivere con lo zio all'interno di un cimitero.

Le parole sembrano uscite dalla bocca, o meglio, dalla penna di un bambino. Rolando del camposanto è un libro per bambini scritto da un adulto; grazie al linguaggio utilizzato, però, sembra che la storia sia raccontata da un bambino per chi piccino non lo è più da un po'.
«E insieme, nel tuo naso cresce il profumo di fiori. Che sono le creature più vanitose del mondo. Infatti di giorno si aprono per farti ammirare i loro mille colori e le mille forme, ma quando arriva il buio e non li vedi più, ecco che per farsi notare ti mandano il loro profumo dolce».
Il narratore ci spinge a scoprire la vera identità di questo bambino così strano invogliandoci a leggere e accompagnandoci letteralmente a voltare la pagina. Trovo che questa parte sia molto d'effetto soprattutto se è un bambino a ritrovarsi con questo libro tra le mani.

Ciò che più mi ha colpito è come viene trattato il tema della morte. Sembra quasi che la morte, così triste, sia in realtà avvolta da un qualcosa di ironico che fa in modo che se ne parli con la giusta importanza ma allo stesso tempo con leggerezza. Penso che questo sistema sia fantastico per poter comunicare ai bambini che non sempre tutto è come vorremmo che fosse, che non sempre chi vogliamo vicino ha la possibilità di starci davvero accanto. Mi sono sempre chiesta "Come si può parlare ad un bambino, una creatura così limpida e pura, della morte?". Questo libro in un certo senso mi ha dato una risposta; mi ha fatto capire come i bambini vedono il mondo, ovvero, con semplicità.
«Già! Ecco come mai si sono estinti, i dinosauri! Mica è stato un meteorite caduto sulla terra o altre cose così, è che erano così alti che picchiavano la testa contro le stelle e addio!».
Le illustrazioni in bianco e nero evocano l'atmosfera tetra del cimitero ma allo stesso tempo fanno trasparire le emozioni e l'innocenza del bambino protagonista. Ci accompagnano per tutto il corso della storia rappresentando i personaggi e gli eventi più importanti. Il tratto di Gianluca Maruotti è super adatto a questo tipo di storia!

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