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Chi accumula libri accumula desideri; e chi ha molti desideri è molto giovane, anche a ottant’anni.

2 luglio 2015

RECENSIONE: Nel cuore di una donna, Chiara Albertini



Titolo: Nel cuore di una donna
Autore: Chiara Albertini
Pagine: 248
Prezzo: €14,00 cartaceo - €3,49 ebook


TRAMA
Ci sono verità difficili da rivelare, verità scomode a cui ci si vorrebbe sottrarre, verità amare che fanno così male da non riuscire nemmeno a scriverle nero su bianco... perché significherebbe viverle nuovamente, riflettersi in loro una seconda volta. E a nulla serve riconoscere che il cuore ha infinite ragioni, a volte taciute, altre sussurrate, altre ancora rivelate, quando le si scoprono in balia del destino: "lui" è una forza più grande, a cui non si può sfuggire.




RECENSIONE
Quanti segreti, verità e sentimenti si possono trovare nel cuore di una donna? La risposta la si può trovare grazie a questo libro che descrive un viaggio interiore attraverso un percorso riflessivo.

Il padre di Susan era un uomo violento e mentalmente instabile che scaricava la sua rabbia e la sua frustrazione sulle due figlie femmine per non aver avuto un figlio maschio. La sua ira si riversava sulla moglie, che veniva picchiata ripetutamente e che si dimostrava indifferente nei confronti delle due figlie apparendo fredda e debole. L'infanzia di Susan e Beth, quindi, viene distrutta dall'oscura influenza del padre, tanto da portare Susan a nascondere questa parte della sua vita.  

Susan e Beth hanno vissuto la stessa infanzia ma hanno reagito in modi diversi: se Susan ha deciso di lasciarsi tutto alle spalle rifacendosi una nuova vita e una nuova famiglia, Beth ha preso la difficile decisione di sacrificare tutto questo per stare accanto alla madre.

Dopo moltissimi anni Susan viene a conoscenza di un segreto, un segreto che le cambierà la vita. La sorella, Beth, si presenta alla sua porta per rivelarle una verità che la farà dubitare di tutto ciò in cui aveva creduto fino a quel momento. L'atteggiamento della madre nei loro confronti era dovuto ad un senso di protezione, pensava che se le avesse dato affetto, il marito se la sarebbe presa con loro oltre che con lei.
“La vedi quella foglia che lentamente sta cadendo sul prato? [...] Io sono come quella foglia. Come lei sono maturata... ormai comincio a sentire una certa stanchezza nel corpo e nella mente, un lento affievolirsi di quell'energia e vitalità che un tempo erano parte di me...”

Quando ciò che aveva cercato di dimenticare torna a farle visita, Susan deve fare i conti con i mostri del passato distruggendo il muro che aveva posto tra se stessa e la sua infanzia. Ammette più volte di aver voluto tagliare i legami con il passato, ma la fotografia che tiene nascosta sembra rivelare tutt'altro. Resta aggrappata a quella fotografia dando l'impressione di essere ancora legata in qualche modo alla sua infanzia e alla sua vecchia famiglia; dà l'impressione di non volersene separare definitivamente, come se non volesse dimenticare del tutto. 


Il passato è parte di noi, che lo si voglia oppure no.

La storia è divisa in tre capitoli lunghi. La narrazione scorre anche se ho trovato alcuni dialoghi un po' forzati e ripetitivi.
Il libro è una sorta di riflessione interiore e attraverso i dialoghi veniamo a conoscenza di tutto ciò che Susan tiene nascosto all'interno del suo cuore: emozioni, sensazioni, rimpianti. Può essere il perdono una soluzione al dolore? Può il perdono renderci liberi, felici?



Voto:










L'AUTRICE
Dopo essermi laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l'omonima Facoltà di Bologna (marzo 2011), ho scelto di pubblicare la mia tesi di laurea in letteratura inglese, un saggio di critica letteraria che ruota attorno ad una famosa scrittrice inglese di “gialli storici”: il mondo medievale, con le sue leggi, le sue atmosfere e suggestioni, e l'oscuro e misterioso microcosmo dei delitti perpetrati in ambito religioso (sulla scia de “Il nome della rosa” di Umberto Eco) mi affascinano da sempre. Il saggio, attualmente l'unico in ambito italiano come studio analitico su Ellis Peters (pseudonimo di Edith Mary Pargeter), fino ad ora è riuscito a darmi molte soddisfazioni e positivi “feedback”.

2 commenti:

  1. Mi piacciono i romanzi riflessivi ma ho bisogno anche di un minimo d'azione.Non so me lo segno ma lo tengo in standby.Baci

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    Risposte
    1. Non è del mio genere ma ogni tanto vario... :)
      Un bacio <3

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